mercoledì 20 dicembre 2017

La pianta di Agrifoglio

L'usanza di decorare la casa con ramoscelli di pungitopo e di agrifoglio è una delle più antiche tradizioni. Si credeva che le foglie acuminate e pungenti come armi di difesa avessero il potere di scacciare gli spiriti maligni. 
I rami di agrifoglio hanno una loro storia: i romani usavano regalarlo agli sposi novelli in segno di augurio e di simpatia; quando invasero la Britannia, si stupirono nel notare che l'agrifoglio era considerato pianta sacra.
I Druidi appendevano rami di agrifoglio nelle loro abitazioni per onorare con amore gli spiriti della foresta e, dopo di loro, questa usanza continuò ad essere rispettata con l’intento di allontanare sortilegi e fulmini, di propiziare la fertilità degli animali e della terra, e soprattutto la protezione dalle presenze malevole e dalla sfortuna.
Le spine appuntite delle sue foglie, infatti, mostrano senza alcun dubbio la sua funzione di difesa naturale, di combattività verso ciò che è pericoloso o ostile, di reazione attiva agli stati d’essere negativi. I fiorellini bianchi dell’agrifoglio, appesi alla maniglia della porta di casa, si credeva ostacolassero l’entrata di persone o entità dannose, e questa forza magica si pensava fosse ancora più forte e potente se la porta stessa fosse stata costruita con il suo legno duro e resistente. 
Soprattutto durante le feste del Solstizio d'inverno una simile protezione sarebbe stata auspicabile, dato che in tal periodo i folletti del bosco si sbizzarriscono e sono molto più dispettosi del solito, con i loro scherzi e le loro malefatte.
In Irlanda, se si ricevevano rami d’agrifoglio prima del Solstizio, questi venivano spazzati fuori subito dopo il Solstizio stesso, poiché non era di buon auspicio conservare le cose dell’anno vecchio, ed inoltre in tal modo si spazzava via tutto ciò che apparteneva al passato, potendo poi cominciare un nuovo ciclo più leggeri e con lo sguardo rivolto non indietro, ma avanti a sé. Come accennato, l’agrifoglio era connesso anche alla Fortuna che poteva pervenire dei regni sottili. 
Questa sua magica caratteristica compare in una delle antiche leggende irlandesi appartenente al Ciclo di Finn McCumhail, nella quale si racconta che le tre figlie di Conanan possedevano tre fusi costruiti con il suo legno. Su di essi le tre Donne avevano posto matasse di filo fatato ed avevano filato la sorte di Finn e dei suoi guerrieri, provocando il loro imprigionamento e forse, con esso, una delle prove che essi avrebbero dovuto superare.
In questo senso, l’agrifoglio risulta essere vicino alle sacre Filatrici del Destino, nonché loro stesso strumento per determinare la sorte degli uomini posti sotto la loro protezione.
Sempre tra i Celti, con il legno dell’agrifoglio si costruivano le lance e gli scudi dei guerrieri. Anche in questo caso appaiono chiaramente le funzioni di attacco alle forze ostili e, al contempo, difesa da esse, esercitate dalla pianta e probabilmente resi ancor più potenti ed efficaci dai suoi influssi sottili.
Anche i neonati potevano essere protetti da questo magico arbusto; per questo venivano spruzzati con l’Acqua di Agrifoglio, preparata come infuso delle foglie oppure come distillato.
Infine, pare che un antico incantesimo usasse l’agrifoglio per attirare i desideri del cuore: se ne dovevano raccogliere nove foglie da una pianta non troppo spinosa, dopo la mezzanotte di un venerdì, nel più completo silenzio. Le foglie dovevano essere avvolte in un panno bianco, alle cui due estremità si dovevano fare nove nodi. Il sacchettino andava quindi riposto sotto al cuscino e ciò che si sarebbe intensamente desiderato, poggiandovi sopra la testa, si sarebbe presto avverato. 
Quando Colombo scoprì l'America, trovò che gli indiani tenevano in gran conto le piante di agrifoglio; se ne fregiavano come un distintivo di coraggio durante le battaglie, ne piantavano arbusti davanti alle capanne per tenere lontano gli spiriti maligni, bevevano decotti di foglie e di bacche per acquistare forza.   
Anche  il maté, la più diffusa bevanda dell'America meridionale, é preparata con foglie di agrifoglio, ha proprietà stimolanti perché contiene caffeina in quantità superiore a quella del caffé. 
Quanto alle bacche rosse, esse sono uno dei cibi preferiti dal pettirosso.
L’agrifoglio infatti possiede una scarsa tossicità che ne permette l’utilizzo curativo, ad eccezione delle sue bacche che, sebbene anticamente usate, sono velenose per l’uomo in quanto provocano forte diarrea e vomito. Le foglie, invece, usate in infusi, decotti, vini medicinali o sciroppi, sono un rimedio ottimo contro reumatismi e artrite, nonché contro l’influenza, la febbre e la tosse forte e persistente. Anche la corteccia, in modo simile alle foglie, abbassa la temperatura corporea e, inoltre, calma i disturbi legati al fegato.
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Fonti:
Feste Pagane, di Roberto Fattore
A Witches’ Bible, di Janet e Stewart Farrar
L'enciclopedia delle piante magiche, di Scott Cunningham
I giardini incantati, di Devon Scott
Il Tempo dei Celti, di Alexei Kondratiev