sabato 24 settembre 2016

Reiki e i nostri amici animali

Gli animali hanno un'anima
La comunicazione fra animale e uomo, è immediata, diretta, sincera. L’animale è fedele, non inganna, non mente e stimola particolarmente l’aspetto emozionale; l’effetto che questa comunicazione produce è rassicurante, piacevole sia per l’uomo che per l’animale, ed arricchiscono entrambi. Un animale non è solo affettuoso, desidera anche essere amato. Il sentimento, l’amicizia e la complicità che si creano nel tempo, si esprimono in ogni momento della vita, anche nella malattia o in casi di pericolo. I nostri amici sono particolarmente sensibili alle energie dell’ambiente in cui vivono e non di rado vengono influenzati dal nostro stato d’animo al punto di somatizzare i nostri personali disagi.
Reiki è molto efficace sugli animali, accolgono i trattamenti meravigliosamente bene e con ottimi risultati, che siano grandi, medi o piccini, di solito i nostri amici accolgono volentieri e con riconoscenza il Reiki, non sono ostacolati dall’intelletto, comprendono subito e sentono velocemente le nostre mani che trasmettono Energia, sanno che emaniamo qualcosa di molto speciale!
Ovviamente questa disciplina va applicata a scopo preventivo o di supporto alle terapie veterinarie da cui non si può prescindere. In casi di malattia, il primo intervento consigliato è quello di una buona diagnosi fatta dal medico veterinario, in seguito sarà possibile intervenire con trattamenti Reiki. Quando si inizia a trattare gli animali con Reiki è fondamentale entrare in sintonia con loro, anche se sono molto intuitivi e sanno con quale intenzione li avviciniamo.
Il suggerimento per iniziare un trattamento su un animale, è quello di avvicinarlo con grazia e calma interiore, osserviamo come esso si rivolge verso le nostre mani; se ci conosce già parliamogli nel modo amorevole che gli è familiare, se non ci conosce poniamoci nel modo più autentico e amorevole possibile, in ogni caso parliamogli, veicoliamo amore anche con la voce. Di solito l'animale ci indica a modo suo il punto in cui desidera essere toccato e se ci spostiamo è capace di mettersi in una posizione tale da invitarci a rimettere le mani dove lui più ha bisogno, successivamente iniziate a posare dolcemente le vostre mani con tranquillità; in ogni caso saranno sempre Loro a decidere se è il momento adatto per ricevere un trattamento Reiki e a stabilire la durata dello stesso trattamento. Generalmente durante il trattamento rimangono distesi e accolgono l’Energia poi, di colpo, quando ne hanno abbastanza, si alzano e se ne vanno. 
L’ideale sarebbe utilizzare per loro un trattamento guidato istintivamente piuttosto che attendersi a regole e posizioni classiche, ad esempio coprendo piano piano la testa, la schiena, le zampe, la pancia se si riesce a toccarla, è consigliabile trattarla verso la fine, quando si sono tranquillizzati. Per quelli giovani o di piccola taglia è consigliabile diminuire i tempi, come si fa per i bambini ed un minuto per posizione va bene. 

Reiki non è un sostituto della medicina. Le istruzioni contenute in questo articolo sono esposte allo scopo di diffondere la conoscenza della metodologia Reiki e non vogliono in alcun modo sostituirsi a qualunque consulenza medica che è preziosa sia per gli esseri umani quanto per gli animali.

Alice

venerdì 23 settembre 2016

TAROCCHI ZEN DI OSHO: Arcano XXII - IL MAESTRO

Nello Zen, il Maestro non è un maestro per gli altri, ma un Maestro di se stesso. Ogni suo gesto e ogni sua parola riflettono il suo essere illuminato. Non è un insegnante con una dottrina da impartire, né un messaggero soprannaturale con una linea diretta con Dio, ma solo uno che è diventato un esempio vivente delle potenzialità più alte racchiuse all'interno di ogni essere umano. Nei suoi occhi, i discepoli vedono riflessa la loro stessa verità, e nel silenzio della sua presenza si immergono più facilmente nel silenzio del loro essere. La comunità di ricercatori che si raccoglie intorno al Maestro diventa un campo d'energia che sostiene l'unicità di ogni individuo perché trovi la propria luce. Quando trova quella luce, il discepolo arriva a comprendere che il Maestro presente all'esterno era solo un catalizzatore, un espediente per provocare il risveglio dell'interiorità.

"Al di là della mente esiste una consapevolezza intrinseca, che non ti è data dall'esterno, e non è un'idea. Finora nessun esperimento ha potuto scoprire un centro del cervello che corrisponde alla consapevolezza. Il lavoro della meditazione è proprio quello di renderti consapevole di tutto ciò che è“mente”, e di disidentificarti da essa. Questa separazione è la più grande rivoluzione che possa accadere all'uomo. Ora puoi muoverti e fare solo ciò che ti rende gioioso, contento, ciò che ti soddisfa, che fa diventare la tua vita una cosa bellissima, un'opera d'arte. Ma questo è possibile solo se il maestro in te si è risvegliato. In questo momento il maestro è profondamente addormentato. E la mente, che è il servitore, recita il ruolo del maestro. Il servitore viene formato dal mondo esterno; segue il mondo esterno e le sue leggi. Quando la tua consapevolezza diventa una fiamma, può bruciare la schiavitù creata dalla mente. Non c'è benedizione più preziosa della libertà, dell'essere un maestro del proprio destino."

Tratto da "I TAROCCHI ZEN DI OSHO" - ed. Lo Scarabeo

giovedì 22 settembre 2016

22 settembre 2016 ore 16:21 (Italia) - Equinozio d'Autunno

Durante l’Equinozio di Autunno il Sole incrocia l’equatore celeste e, ancora una volta nel corso dell’anno, giorno e notte si equivalgono. Il Sole scende negli Inferi e le tenebre cominciano a prevalere sulla Luce. La terra è ancora ricca di frutti e i colori dell’abbondanza la adornano, ma la fase del raccolto si sta concludendo e presto la Natura sarà nuovamente fredda, dura e senza frutti, per questo presso i popoli antichi l’Equinozio autunnale era un momento di solenne celebrazione. Chiamato anche Mabon (per i Celti è il giovane dio della vegetazione e dei raccolti, il cui simbolo chiave è la cornucopia, la cesta senza fondo dalla quale sgorga, come una cascata, tutto il cibo che si desidera).
Per la tradizione cristiana la figura legata a quest’importante momento di passaggio è quella di San Michele, la cui festa si celebra il 29 settembre. Il suo nome deriva dall’espressione ebraica “Mi-ka-El” (chi è come Dio). L’Arcangelo Michele è ricordato per aver difeso la fede contro le orde di Lucifero, il quale, ribellandosi al Creatore, si separa dagli angeli e precipita negli Inferi. A San Michele Arcangelo è attribuito uno dei compiti più importanti, quello della lotta contro le forze del male, la sua spada, metaforicamente squarcia il buio, portando luce.
Nella tradizione druidica l’equinozio d’autunno è chiamato Alban Elfed (Luce d’autunno) o Alban Elued (Luce dell’acqua) dove l’acqua rappresenta l’oceano cosmico in cui il Sole si immerge, scendendo nelle profondità che diventano sempre più oscure, come le giornate che verranno.
Nella tradizione iniziatica, questo momento rappresenta un passaggio, un tempo per meditare, durante il quale la separazione tra ciò che è visibile e ciò che invisibile tende a diventare sempre più sottile.
Mabon rappresenta la seconda festività del raccolto, segnando la fine della mietitura, è il tempo del seme, ossia è il tempo di raccogliere dagli ultimi frutti ben maturi i semi che serviranno l’anno successivo a darci da mangiare, essiccandoli all’aria e all’ombra, conservandoli al buio e all’asciutto in sacchetti di carta con scritto il loro nome, aspettando l'arrivo della prossima primavera per piantarli. Mabon è il tempo delle radici officinali da raccogliere per le tisane invernali, è il tempo dei tagli, delle potature, del compost. 
Durante gli Equinozi si cambiano i ritmi vitali per adattarci al cambio di stagione. Insieme a noi anche la Natura cambia: il raffreddamento dell’aria provoca tempeste, creando un’energia che dobbiamo sfruttare a nostro favore. E’ il momento di riposare e prenderci una pausa dallo stress. Facciamo esercizi di rilassamento e pratichiamo la meditazione. Ringraziamo la Terra per i frutti che ci ha donato e facciamo offerte per avere prosperità l’anno prossimo. Scriviamo ciò che abbiamo realizzato, i progetti ancora in corso e il motivo per cui non li abbiamo ancora portati a termine per poterli così concludere.
Oltre ad occuparci della nostra persona, possiamo iniziare a preparare la casa e l'altare ad accogliere le energie della stagione, cominciando così ad allinearci con il ciclo dell’anno. Dopo una pulizia purificatrice delle stanze, si legano le tende con fasce e nastri marrone. E' bellissimo preparare dei centrotavola con cesti o cornucopie piene di frutta di stagione, come uva, grano e melograni, simboli del raccolto. Affinché il calore e la luce del Sole non abbandonino del tutto la nostra dimora, si possono mettere sul pavimento dei bei tappeti, utilizzare dei copritavolo in lana dai colori caldi e autunnali. 
Si può stendere sull’altare un bel telo marrone, simbolo della Madre Terra, decorato con nastri dorati, simbolo degli ultimi raggi di Sole, quindi sistemare sull’altare i simboli della stagione: candele marroni, dorate e arancioni. Un falcetto, simbolo del raccolto magico, o un altro strumento che si adatti anche a simboleggiare il vostro personale raccolto di quest’anno. Ovviamente non è necessario che il vostro raccolto sia di tipo agrario o materiale. Si può aggiungere una Bambola del Grano, formata dalle ultime spighe raccolte e legate con un filo rosso, per rappresentare lo Spirito della Terra ricco della sapienza, della fertilità e della crescita. Io preparo anche un cestino o un piattino contenente chicchi di grano e sementi varie...

Curiosità
-Uno dei simboli di Mabon è il vino. Il processo della fabbricazione del vino era così misterioso per gli antichi da considerarlo sacro, infatti l’uva era sempre accompagnata da rituali per tutta la durata del raccolto. La trasformazione dall’uva in vino, rappresentava la trasformazione spirituale, forse legata alla fermentazione che partiva dal buio per poi venire alla luce, pronto. Inoltre, il vino portava ad uno stato alterato di coscienza.
-Il cigno è l’animale dell’Equinozio, simbolo dell’immortalità dell’anima e guida dei morti nell’aldilà.
-La pianta sacra dell’Equinozio di Autunno è la mora sel­vatica. Si dice che le more non dovrebbero essere mangiate dopo la fine di settembre, perché “il dia­volo le guasta”. Questo detto risale probabilmente al fatto che tutto ciò che non veniva raccolto alla fine della stagione era un’offerta alla Terra per propiziare l’anno successivo.
-Sia solstizi che equinozi hanno un importante significato simbolico in molte culture del passato, ancora oggi molti appassionati si incontrano agli equinozi attorno alle rovine di Stonehenge.

Blessed Mabon 

mercoledì 21 settembre 2016

L'ARCANGELO MICHELE E IL SENSO INIZIATICO DELL'EQUINOZIO D'AUTUNNO.

Percorrendo la fascia zodiacale, il sole attraversa ogni anno i quattro punti cardinali chiamati equinozi e solstizi. Questi quattro punti, solstizi ed equinozi, coincidono con le quattro feste dette cardinali: Natale, Pasqua, S. Giovanni e San Michele, feste istituite dagli Iniziati per ricordare agli uomini che in quelle date il Sole immette nell'universo delle forze particolarmente potenti, forze che gli uomini, se coscienti, hanno la possibilità di utilizzare per la loro evoluzione.
L'invio di tali forze è organizzato e regolato da grandi spiriti che hanno ai loro ordini molti altri spiriti di minore importanza, incaricati di distribuire le energie sulla superficie del pianeta. Una moltitudine di spiriti si dedica a questa attività. Non bisogna pensare che, in natura, tutto si produca meccanicamente; non è così, ogni cambiamento è dovuto all'opera di entità incaricate di occuparsi dei minerali o dei vegetali, degli animali o degli uomini.
Il 21 settembre ha luogo l'equinozio d'autunno, al quale presiede l'Arcangelo Michele. Il Sole entra nel segno della Bilancia, dando così inizio a un nuovo ciclo.
I frutti cadono dagli alberi, abbandonano i loro involucri, mentre i semi vengono selezionati per essere consumati o conservati; più tardi essi saranno piantati nella terra affinché il ciclo ricominci. Ma questo lavoro di separazione, di cernita che si fa in natura non riguarda unicamente la vegetazione: esso concerne anche l'essere umano.
Come il frutto si separa dall'albero e il seme dal frutto, l'anima si separa dal corpo.
Il corpo corrisponde all'involucro e l'anima al seme che viene seminato in alto, in Cielo. Il giorno in cui sarà maturo, il frutto che è l'uomo non dovrà cadere in terra come il seme di una pianta, ma volarsene verso il Cielo.
E l'autunno è il periodo nel quale deve avvenire questa separazione di cui parla Ermete Trismegisto quando dice: «Tu separerai il sottile dal denso con grande abilità». Separare il sottile dal denso vuol dire separare lo spirituale dal materiale. Durante l'autunno tale processo di separazione si realizza in tutta la natura per preparare la nuova vita. Come l'Arcangelo Michele viene a separare l'anima dal corpo, così l'Iniziato lascia morire in sé una materia per liberare la vita. L'Arcangelo Michele separa l'anima dal corpo perché l'anima deve viaggiare, visitare altri mondi dello spazio e non rimanere eternamente sulla terra.
La separazione è una legge della vita. Ecco quindi che cosa dobbiamo imparare dall'Arcangelo Michele: la selezione, il discernimento, l'apprendere a separare il puro dall'impuro, l'utile dall'inutile, il nocivo dal salutare, la cosa morta da quella viva. E la causa di tutte le sventure è proprio la mancanza della capacità di discernimento.
Le forze presiedute dall'Arcangelo Michele sono forze di equilibrio, di giustizia, quindi di discernimento tra il buono e il cattivo in vista di liberare ciò che è bene e di trasformare ciò che è male. Ma il bene e il male sono così strettamente uniti che non li si può separare prematuramente senza provocare lacerazioni. L'arte di separare i contrari è la più difficile che ci sia; ed è in natura che gli Iniziati si sono istruiti in quest'arte. Non è facile separare la noce dal suo mallo, ma la natura sa come farlo: essa lascia maturare il frutto, il mallo si apre da solo e la noce si libera. Lo stesso dicasi per il bimbo nel ventre di sua madre: esso è strettamente collegato alla madre e non lo si può strappare prematuramente, altrimenti sarebbe la morte per entrambi. Se invece si aspetta, il frutto giunge a maturazione e, a quel punto si può recidere il legame che univa la madre e il bambino. Questa separazione è il simbolo della maturità. Vi ricordate della parabola del Vangelo sulla zizzania e sul buon grano?
Il tempo della mietitura è quello in cui i frutti sono maturi. Bisogna quindi aspettare quel momento per separare il male dal bene, e tale separazione sarà operata dall'Arcangelo Michele.
Sarà l'Arcangelo Michele colui che rivestirà il ruolo principale nella purificazione della terra. Nel corso dei secoli, una moltitudine di esseri nocivi hanno riversato sulla terra un'immensa quantità di forze distruttrici, forze che si sono accumulate in un serbatoio prendendo la forma di un mostro chiamato Drago o Serpente. E' lui quello di cui si dice che... seduce le nazioni, porta fuori strada i figli di Dio e provoca tutte le sventure dell'umanità. Questa egregora è di una potenza smisurata. Solo l'Arcangelo Michele è in grado di vincere quest'egregora.
Con l'aiuto del suo esercito, realizzerà ciò che da secoli le moltitudini implorano dal Creatore. Ecco perchè dobbiamo collegarci all'Arcangelo Michele, chiedergli la sua protezione e la possibilità di operare con lui per accrescere la sua vittoria. La luce trionferà sulle tenebre: è stato predetto e così sarà. Perchè non partecipare a quell'evento? I figli di Dio che saranno iscritti nel numero di coloro che avranno partecipato al combattimento dell'Arcangelo Michele, il Genio del Sole, questa potenza di Dio tra le più luminose, riceveranno il bacio dell'Angelo del fuoco. Tale bacio non li brucerà ma li illuminerà!

Omraam Mikhaël AÏvanhov

domenica 18 settembre 2016

TAROCCHI ZEN DI OSHO: Arcano XXI - IL COMPLETAMENTO

Nella figura l'ultimo pezzo di un puzzle viene messo al suo posto, in corrispondenza del terzo occhio, il luogo della percezione interiore. Perfino nel perennemente mutevole flusso della vita ci sono momenti in cui giungiamo al completamento. In questi momenti siamo in grado di percepire l'intera figura, la somma di tutti i piccoli frammenti che hanno occupato la nostra attenzione tanto a lungo. Allorché lo schema si completa, possiamo sia essere disperati, perché non vogliamo che la situazione giunga a una fine, oppure possiamo essere riconoscenti, ed accettare il fatto che la vita è colma di molte fini e di nuovi inizi. Qualsiasi cosa abbia assorbito il tuo tempo e la tua energia, ora sta giungendo alla fine. Nel completarla, ripulirai lo spazio perché inizi qualcosa di nuovo. Usa questo intervallo per celebrare entrambe le cose: la fine del vecchio e il giungere del nuovo.

"Questa è la via dello Zen, non dire mai nulla di completo. Lo si deve comprendere: è una metodologia importantissima. Non dire tutto, significa dare all'ascoltatore un'opportunità per completare ciò che si è detto. Tutte le risposte sono incomplete. Il Maestro ti ha dato soltanto una direzione... Quando avrai raggiunto il limite della sua risposta, saprai ciò che resta. In questo modo, se qualcuno cercherà di comprendere lo Zen intellettualmente, fallirà. Non si tratta di una risposta alla domanda, ma di qualcosa di più - un'indicazione della realtà stessa. La natura di Buddha non è qualcosa di remoto - la tua stessa consapevolezza è la natura di Buddha. E la tua consapevolezza può 'osservare' le cose che compongono il mondo. Il mondo finirà, ma lo specchio rimarrà, e rifletterà il nulla."

Tratto da "I TAROCCHI ZEN DI OSHO" - ed. Lo Scarabeo

martedì 13 settembre 2016

Reiki Master

Un Reiki Master NON è un maestro di vita, un guru o un santone. Si tratta semplicemente di una persona che ha compiuto e continua a compiere un percorso, ha una certa esperienza e degli strumenti che utilizza nella sua libertà e volendo li può trasmettere agli altri. Quando si pone con onestà nei confronti di coloro che accettano di ricevere i suoi insegnamenti, cerca di far emergere le loro qualità attraverso ciò che tramanda, lasciandoli sempre liberi di realizzare ad ognuno autonomamente il proprio percorso personale. Ma sopratutto rende esplicito il fatto che "sta camminando con loro", lungo un sentiero comune che arricchisce e accresce continuamente anche se stesso.

venerdì 9 settembre 2016

Reiki è una via spirituale libera da ogni religione o rigida forma di pensiero, un meraviglioso sentiero da percorrere camminando sereni...